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top-s 10 – ro+ten – Tutore di Spalla

Top-s 10 – Roten

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Cuscino di Spalle in Abduzione 10 – 15 gradi

È un dispositivo medico, sicuro e confortevole, che garantisce stabilizzazione e protezione all’arto da immobilizzare. Le cinghie di sostegno e le varie possibilità di regolazione a velcro assicurano la stabilizzazione migliore evitando il rischio di movimenti inopportuni. (cuscino in abduzione di spalla).

La presenza di fibbie, da regolare solo alla prima applicazione assistita dal tecnico specializzato, consente di reindossare il tutpre di spalla con estrema facilità. Il cuscino è completato da una pallina riabilitativa, ideale per mantenere in esercizio la muscolatura della mano e dell’avambraccio evitandone gonfiori e limitazioni di movimento.

Sempre disponibile – Possibilità di consegna in Ospedale, a domicilio o presso Centro Riabilitativo

Avvertenza

Nessun contenuto delle pagine del sito deve essere inteso come materiale pubblicitario, teso ad influenzare in qualsivoglia maniera una decisione di acquisto. Qualora riteniate che contenuti presenti sui siti siano invece di natura pubblicitaria siete pregati di segnalarlo. Il contenuto verrà attentamente esaminato e in caso sarà immediatamente rimosso o in ogni caso modificato per attenersi alle prescrizioni di non pubblicità. I pazienti sono pregati di consultare il proprio medico di fiducia.

PER INFORMAZIONI E DISPONIBILITA’ T. 05211560622

Ortopedia Dr. Mazzucchelli

Via abbeveratoia 61/c – 43126 – PARMA (PR)

Scopri dove Siamo!

Tutori di Ginocchio

Donjoy post operatorio

Tutori di ginocchio e ginocchiere per legamenti a Parma

tutori di ginocchio e le ginocchiere per legamenti sono dispositivi medici particolari utilizzati per sopperire a un deficit del ginocchio in seguito a trauma o a una patologia. Oggi il mercato ne offre tantissimi tipi e modelli e a volte si può incorrere nella possibilità di errore nella scelta.

 

 Quanti tipi e modelli ne esistono?

tutori di ginocchio si possono dividere in base al grado di supporto prestato o in base all’indicazione terapeutica.

Per quanto riguarda il grado di supporto si dividono in:

  • tutori di ginocchia per alleviare dolori o per una minima contenzione (ginocchiera elastica);
  • tutori di ginocchia per infortuni di media / grave intensità (ginocchiera steccata e articolate);
  • ginocchiere per legamenti: tutori ortopedici specifici per lesioni ai legamenti crociati, mediali e menischi;
  • tutori post operatori (indicati nel trattamento ed iter post operatorio).

Se si vogliono dividere i tutori di ginocchio in base all’indicazione terapeutica si dividono in:

  • ginocchiere per patologie croniche come l’artrosi o l’artrite;
  • tutori di ginocchio per sport: in particolare per la lussazione di rotula, centraggio rotuleo, per il tendine rotuleo (Osgood Schlatter) e ginocchiere a 4 punti specifiche per sci, basket e motocross;
  • ginocchiere per legamenti: lesione ai crociati o ai legamenti collaterali.

 

Quanto costano i tutori di ginocchio?

Visita la pagine Ginocchiere e Tutori di Ginocchio

oppure contattaci al 05211560622

I nostri consigli

tutori per ginocchio o per legamenti sono prodotti e commercializzati da diverse ditte italiane e multinazionali (Donjoy, Djo, Fgp, Ro+ten, Thuasne, Gibaud…). Ogni produttore presenta caratteristiche e qualità differenti ma in molti casi la giusta scelta per un ottimo risultato dipende dal tecnico ortopedico specializzato che vi sta  consigliando in base al vostro ginocchio, esigenze e necessità.

Nel nostro punto vendita in via abbeveratoia 61c a Parma potete trovare un vasto assortimento di tutori ortopedici e molto altro con il miglior rapporto qualità / prezzo: su indicazione medica sapremo consigliarvi al meglio e vi faremo trovare diverse soluzioni per trovare il tutore più idoneo.

Per maggiori informazioni visita la sezione tutori ortopedici di ginocchio o contattaci al 05211560622.

 

ginocchiera per lussazione di rotula ginocchiera articolata ginocchiera steccata

Ginocchiera Donjoy Reaction per sport e lussazione di rotula

Tutore di ginocchio articolato

Ginocchiera steccata

Articoli in evidenza

 

ginocchiera fissa a 3 pannelli 
donjoy articolato tutore legamenti a 4 punti

Tutore fisso a tre pannelli

Donjoy articolato R.o.m.

Ginocchiera legamenti a 4 punti

Le marche trattate

Tutori di Ginocchio e Ginocchiere per Legamenti Parma:

 

djo donjoy tielle camp fgp gibaud pavis
Djo Italia Donjoy Tielle Camp Fgp Gibaud Pavis
pavis bauerfeind thamert - thuasne tenortho ro+ten
Pavis Bauerfeind Thamert Tenortho Ro+ten

Avviso

 

I pazienti sono pregati di consultare il proprio medico di fiducia. Il personale Medico o il Medico Specialista è l’unica figura in grado di effettuare una diagnosi e non esiste articolo o ricerca su internet in grado di sostituirla.

Nessun contenuto delle pagine del sito deve essere inteso come materiale pubblicitario, teso ad influenzare in qualsivoglia maniera una decisione di acquisto. Qualora riteniate che contenuti presenti sui siti siano invece di natura pubblicitaria siete pregati di segnalarlo. Il contenuto verrà attentamente esaminato e in caso sarà immediatamente rimosso o in ogni caso modificato per attenersi alle prescrizioni di non pubblicità.

Fascite Plantare

fascite plantare

Cos’è la Fascite Plantare?

Cos'è la Fascite Plantare? - ORTOPEDIA Dr. MAZZUCCHELLI

La fascite plantare è una tra le più comuni cause di dolore al piede. Si manifesta soprattutto tra gli sportivi ed è causata da eccessivi sovraccarichi a livello degli appoggi podalichi.

Con la diagnosi medica di fascite plantre si evidenzia l’infiammazione del legamento arcuato. Tale legamento è una robusta fascia fibrosa che si estende dalla zona mediale del calcagno (subtentaculum tali) con le basi delle dita. Questo legamento gioca un ruolo molto importante nella trasmissione delle forze necessarie durante la deambulazione e la corsa.

Le Cause

Sono innumerevoli i fattori scatenanti della fascite, spesso combinati tra loro:

  • piedi piatti o cavi;
  • scarpe inadeguate;
  • sovrappeso
  • deficit muscolari del polpaccio (Tibiale posteriore, peroneo ed estensori delle dita).

 

Cura e Trattamento

Il trattamento della fascite plantare si basa sul riposo e sul controllo dell’infiammazione. Parlando di trattamento qualsiasi iniziativa terapeutica deve essere prescritta e cordinata sempre ed esclusivamete da personale Medico.

– Riposo

– Ghiaccio

– Esercizi di Allungamento

– Farmaci Antinfiammatori

– Plantari e Tallonnette

– Tutori Notturni

 

Riassumendo….

La fascite plantare (infiammazione della fascia plantare) si presenta con dolore nella zona della pianta del piede, spesso nella zona del tallone ma frequente anche a livello delle teste metatarsali.

Segno caratteristico è il dolore subito dopo periodi di riposo quali il sonno o nei casi più severi anche dopo piccole pause nella posizione seduta che tende ad attenuarsi velocemente.

Le cause possono essere moltiplici ma comunque da ricercarsi nella causa dell’accorciamento / evento infiammatorio della fascia plantare.

Il trattamento (vedi sopra) porta nella quasi totalità dei casi alla risoluzione della sintomatologia dolorosa. Sicuramente, intervenire ai primi segni di fascite ne facilita la risoluzione e la guarigione. Molte volte, purtroppo, il paziente aspetta diversi mesi prima di indagare. Più sarà lungo il periodo di infiammazione, più sarà lenta la guarigione.

 

In ultimo, nella pratica quotidiana, non è raro trovare nei pazienti con fascite altre patologie concomitanti (Sperone calcaneare, metatarsalia, neuroma di morton, alluce rigido o valgo, piede cavo…)

Il primo passo del risveglio – I Sintomi

 Il sintomo principale della fascite plantare è proprio il dolore localizzato nella parte interna del tallone. Spesso i sintomi sono maggior al risveglio, durante i primi passi appena scesi dal letto. Dopo pochi passi il dolore tende a diminuire piuttosto rapidamente per poi ricomparire dopo una lunga passeggiata o al termine della giornata.

Come appena definita, la fascite plantare è un’infiammazione della fascia plantare (legamento arcuato) causata da eccessivi sovraccarichi funzionali e pressori. Alla base c’è la degenerazione e quindi la perdita di elasticità del legamento associata ad un suo eccessivo accorciamento, inteso anche come incapacità nell’allugarsi.

Questa distensione della fascia plantare avviene dutante la flessione plantare: pensando quindi al semplice gesto di alzarsi sulle punte, la troviamo nel cammino, nella corsa, nei balzi e quindi in qualsiasi sport o attività motoria. Le lesioni legamentose sono tanto più severe quanto è maggiore la forza applicata.

Se è durante il movimento che la fascia plantare si infiamma è durante il riposo notturno che si verifica la situazione opposta: il nostro peso (forza gravità) non è scaricato sui piede e le punte dei piedi sono rilassate e quindi tendono a guardare verso il basso consentendo l’accorciamento della fascia.

Al mattino, non appena ci si alza dal letto, il peso corporeo ritorna sui piedi causando un allungamento brusco del tessuto fibroso che tende tuttavia a rimanere contratto causando dolore. Lo stesso movimento piano piano stimola l’allungamento dell’aponeurosi plantare favorendo la regressione del dolore.

 

I Nostri Plantari su Misura per la Fascite Plantare

I Nostri Plantari su Misura per la Fascite Plantare - ORTOPEDIA Dr. MAZZUCCHELLI

 Il buon plantare ortopedico su misura  confezionato su misura e dopo attenta valutazione baropometrica dinamica rimane una buona soluzione per la fascite plantare.

Il plantare ha il duplice intento di ridurre il dolore e di cercare di allungare la fascia plantare. Dovrà essere quindi morbido, soprattuto al tallone, con una volta plantare corta e non troppo correttiva e con correzione ad elica per l’allungamento (tallone supinato / avampiede pronato).

La volta dove essere estremamente morbida, corta e non troppo corretta in quanto se l’intento è allungare la fascia, aggiungendo una spinta (volta) molto pronunciata si ottiene l’effetto contrario.

Importante programmare controlli periodici per valutare le correzioni nel tempo.

 

Dr. Mazzucchelli Luca

Fisioterapista e Tecnico della Riabilitazione

 

 

Tallonette e Tutori Notturni

 

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metatarsalgia sperone…

Artrosi

Cos’è l’Artrosi

L’artrosi, chiamata anche osteoartrosi o osteoartrite, è una malattia cronica, che colpisce le articolazioni. Si tratta di una patologia di tipo degenerativo, in quanto porta alla progressiva perdita delle normali componenti anatomiche che formano le articolazioni. L’artrosi interessa prevalentemente le grandi articolazioni tra cui il rachide (le vertebre) e le articolazioni degli arti.

L’osteoartrosi è caratterizzata dalla perdita della cartilagine articolare (vedi cartilagine e acido ialuronico), che viene sostituita da nuovo tessuto osseo, provocando dolore ed una limitazione funzionale nei movimenti. L’artrosi non va scambiata con l’artrite, patologia ben differente e ad insorgenza infiammatoria.

 

 

Classificazione

 

L’artrosi di divide in:

–         Artrosi primaria: insorge, senza causa apparente, in una articolazione sana;

–         Artrosi secondaria: insorge in seguito a sovraccarico funzionale (es sport agonistico), deformità, traumi, processi infettivi od infiammatori.

 

A che età colpisce l’artrosi?

 

L’artrosi colpisce in forme distinte, che possono manifestarsi in età diversa: l’artrosi primaria può sopraggiungere in età adulta, verso i 40-50 anni,

L’artrosi cosiddetta secondaria invece insorge in età più avanzata, tendenzialmente dopo i 60 anni, e come abbiamo precedentemente detto è da ricondurre al naturale processo di invecchiamento della cartilagine. In alcuni casi, ad esempio a seguito di una precoce e intensiva attività agonistica, l’artrosi può colpire anche soggetti sotto i 40 anni. La patologia può manifestarsi anche come come conseguenza di traumi dovuti a cadute o incidenti: in questo caso è indipendente dal fattore età.

 

Riassumendo l’incidenza dell’artrosi è direttamente correlata e proporzionale all’età in quanto è presente nella maggioranza dei casi dal quarantesimo anno di età e nella quasi totalità dei settantenni, con un picco di massima incidenza fra i 75 ed i 79 anni.

 

In Italia ne soffrono più di 4 milioni di individui.

 

 

Principali sintomi dell’artrosi

 

Il dolore articolare è il principale sintomo e campanello d’allarme di questa patologia. Le persone affette da artrosi possono percepire dolore in tre situazioni diverse:

  • Mentre si utilizza l’articolazione
  • Dopo un periodo di riposo dell’articolazione
  • A seguito di un eccessivo sforzo fisico che ha coinvolto l’articolazione

Il sintomo tipico dell’osteoartrosi è la riduzione della mobilità articolare: per esempio, in caso di coxartrosi (artrosi all’anca), è molto frequente notare una minore usabilità dell’arto inferiore e l’impossibilità di compiere determinati movimenti, come distendere totalmente la gamba o chinarsi in avanti.

A lungo andare l’artrosi può portare a una riduzione del rom articolale dell’articolazione colpita, causando un grave peggioramento della qualità della vita.

Cura dell’artrosi

Un’efficace cura dell’osteoartrosi si divide in:

  • fase di prevenzione: perdita di peso nell’obeso, correzione di varismo o valgismo, scoliosi e lussazione dell’anca, modificazione di attività lavorative potenzialmente lesive, dieta ed integrazione;
  • trattamento farmacologico: i Fans sono utili per alleviare il dolore e per facilitare la mobilizzazione dell’articolazione durante brevi cicli di terapia;
  • Fisioterapia ed attività fisica;
  • intervento chirurgico (protesica): interventi chirurgici, specialmente all’anca, possono ripristinare la funzione articolare mediante modificazione dei rapporti tra i due capi articolari o grazie ad una sostituzione con una protesi.

 

Prevenzione ed attività Fisica

 

La prevenzione dell’artrosi si basa sul controllo dei fattori di rischio: evitare il sovrappeso, le posizione viziate ed i carichi eccessivi e ripetuti, intesi anche come attività sportiva intensa.

Molto spesso si legge che l’attività fisica eccessiva consuma e danneggia le articolazioni favorendo la comparsa di artrosi e che pertanto vada assolutamente evitata in pazienti artrosici. In realtà, non è una verità assaluta: è vero che l’artrosi è frequente in molti sportivi ma non è vero che a tutti gli sportivi verrà diagnostica. E’ vero invece che molto spesso l’altrosi insorge in seguito a traumi o fratture.

L’attività fisica mirata, o la Fisioterapia, è in grado di alleviare il dolore e di migliorare la mobilità dell’articolazione, preservare muscoli e tendini, migliorare l’equilibrio e la cordinazione riducendo il rischio di cadute. E’ molto importante eseguire un adeguato riscaldamento muscolare, proteggere le articolazioni da traumi ed impatti, scegliere calzature idonee, eventuale plantare ortopedico (per eventuali correzioni di varo / valdo) e scegliere superfici soffici sulle quali svolgere gli esercizi. In fine l’attività fisica regolare agisce sul controllo del peso e sulla cura dell’obesità.

In presenza di artrosi o in paziente in sovrappeso è consigliabile la pratica del ciclismo dato che il muscolo lavora ugualmente ma il ginocchio è in scarico. L’articolazione non si trova costretta a sopportare tutto il peso corporeo come avviene ad esempio durante il ballo, la camminata e soprattutto la corsa. Anche il nuoto e le attività in acqua sono esercizi favorevoli poiché rendono i movimenti più leggeri in assenza o quasi di peso (gravità).

 

Integratori e Dieta

 

Negli ultimi anni sta assumendo un’importanza sempre più rilevante l’utilizzo di sostanze come la glucosamina solfato, la condroitina solfato e l’acido ialuronico (componente del liquido sinoviale con un’importanza fondamentale nella lubrificazione articolare) per curare e prevenire la patologia artrosica.

Anche la dieta ha un ruolo importante: un’alimentazione ricca di antiossidanti, equilibrata, povera di alcol e non troppo ricca di alimenti di origine animale aiuta infatti a mantenere in salute le articolazioni. La dieta deve quindi essere orientata verso la limitazione di agenti ossidanti ed acidificanti fornendo tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo necessita (in particolare vitamine, omega-3, minerali ed acqua). Molto importante risulta il consumo di pesce, associato alla moderazione delle porzioni giornaliere di frutta secca ed oli di semi.

 

Dr. Mazzucchelli Luca

Fisioterapista e Tecnico della Riabilitazione

 

Artrosi Cervicale

Artrosi del ginocchio

Artrosi dell’anca Rizoartrosi

Protesi al ginocchio

Protesi d’anca

Condroprotettori

Infiltrazioni di acido ialuronico

osteoporosi

artrite

 

 

 

Diagnosi

La diagnosi dell’artrosi si basa sui sintomi e sull’esame radiologico (Rx). Quest’ultimo può mettere in evidenza le deformazioni dell’articolazione, rappresentate da una riduzione della rima articolare (lo spazio tra le due estremità dell’articolazione), gli osteofiti, ed eventuali cisti ossee (geodi).

Si ricorda che l’unica figura professionale abilitata e con competenze oportune a fare diagnosi è esclusivamente il Medico, ed è solo dopo un’accurata ed approfondita visita medica che si può giungere ad una diagnosi efficace ed ad improntare una terapia.

AVVISO

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Osteoporosi

Che cos’è l’Osteoporosi?

Che cos'è l'Osteoporosi? - ORTOPEDIA Dr. MAZZUCCHELLI

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e predisposizione alle fratture; soprattutto dell’anca, della colonna vertebrale e del polso.

 Il normale clico di vita dell’osso: crescita e rimaneggiamento

L’osso è un tessuto vivo e complesso che si modifica continuamente e continuamente si ripara. Tale processo è denominato “rimodellamento osseo” .

 

Crescita ossea

A differenza di tendini, legamenti e cartilagini, le ossa non possono crescere con meccanismo interstiziale.
L’accrescimento osseo può avvenire attraverso due processi:
Crescita Apposizionale: responsabile dell’aumento del diametro delle ossa lunghe e della maggior parte delle altre ossa;

Crescita Endocondrale: responsabile dell’aumento in lunghezza dell’osso.

 

Rimaneggiamento osseo

Tale processo di rimozione di osso vecchio e deposizione di nuova matrice ossea, a carico di osteoclasti e osteoblasti, interviene nella crescita ossea, nei cambiamenti di forma dell’osso, nei suoi adattamenti alle sollecitazioni, nella riparazione delle fratture. Grazie a tale processo l’osso può sopportare molto peso prima di cedere ed ne è meccanicamente avvantaggiato.
Il rimaneggiamento e la formazione di osso nuovo, la variazione della disposizione delle trabecole per rafforzare l’impalcatura ossea, o altri cambiamenti, possono modificare la resistenza dell’osso alle sollecitazioni cui viene sottoposto. Sollecitazioni meccaniche applicate all’osso aumentano l’attività osteoblastica. Riducendo la sollecitazione invece l’attività osteoclastica prosegue normalmente dando luogo ad una diminuzione della densità dell’osso.

 

L’Osteoporosi: Le 4 fasi di vita dell’Osso

Qesta continua attività di trasformazione e rimodellamento ha lo scopo di rendere le ossa più idonee alle esigenze funzionali delle varie età.

Vi sono infatti processi di edificazione di nuove cellule ossee nelle zone dell’osso che vanno irrobustite e processi di demolizione nelle zone che possono essere alleggerite.

I processi di calcificazione e di riassorbimento si svolgono parallelamente sullo stesso osso ma in zone diverse, determinando le seguenti trasformazioni:

  1. Fase fetale: le ossa hanno una struttura intermedia fra quella a fibre intrecciate (del periodo embrionale) e quella lamellare.
  2. Fase finale dell’attività infantile: i processi di erosione e costruzione lamellare vengono attivati e già si distinguono i sistemi interni di calcificazione mentre sempre più si ingrandisce l’interno canale midollare.
  3. Fase adulta: l’attività costruttiva periferica rende più spessa e compatta la parte esterna dell’osso, mentre il canale midollare interno  si amplia maggiormente.
  4. Fase senile: aumenta il fenomeno dell’erosione ossea che allarga e mina la compattezza e la solidità dell’osso: questo è il quadro dell’osteoporosi senile che, diradando e allargando l’intera trama del tessuto osseo, rende le ossa porose, leggere e fragili ovvero più soggette frattura.

 

Cura e terapia

 

Un programma di trattamento completo dell’osteoporosi include:

  • l’attenzione alla dieta;
  • attività fisica;
  • aspetti di sicurezza per prevenire cadute che potrebbero generare fratture;
  • eventuale terapia farmacologica (sotto esclusivo controllo medico).

 

Alimentazione

 

Una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura, con quantità adeguate di calorie, calcio, vitamine D e K è fondamentale per contenere la perdita di peso e mantenersi in buona salute. Calcio e vitamina D sono particolarmente importanti per la salute delle ossa.

 

Attività fisica

 

L’esercizio fisico è parte essenziale di un programma di trattamento dell’osteoporosi in quanto l’attività fisica è necessaria per costruire e mantenere le ossa in età adulta.

Ci sono dati a sostegno del fatto che le attività fisiche più adeguate per le ossa comprendono sia esercizi di resistenza e di forza. L’esercizio aiuta a mantenere ed addirittura ad aumentare la densità ossea aiutando a contenere le naturali perdite ossee legate all’invecchiamento.

Nei soggetti con osteoporosi l’attività fisica ha anche altri importanti benefici: può ridurre il rischio di cadute in quanto aumenta la massa, la forza muscolare e la coordinazione ed equilibrio. Negli anziani, l’attività fisica aumenta anche le capacità funzionali e cognitive ritardandone le perdite di autonomia.

Benché l’esercizio sia utile in chi è affetto da osteoporosi, le ossa non dovranno mai essere sottoposte a sforzi improvvisi o eccessivi. In caso di osteoporosi, bisognerà evitare esercizi con possibili impatti. Il fisioterapista o il fisiatra possono indicare esercizi specifici di rinforzo e sostegno della schiena, insegnare modi sicuri per muoversi (e spostare pesi) e dedicarsi alle attività quotidiane prevedendone le fratture.

 

Dr. Mazzucchelli Luca

Fisioterapista e Tecnico della Riabilitazione

 

 

Articoli Ortopedici per l’Osteoporosi 

 

 

Presso l’Ortopedia Dr. Mazzucchelli è possibile trovare tutti gli articoli ortopedici utili all’Osteoporosi tra cui i principali sono:

 

Busto ortopedico con spallacci Cyclette Cemp - magneterapia

Busto Ortopedico con Spallacci

Cyclette, anche a noleggio

Cemp – Magnetoterapia,

anche a noleggio

 

 

Fattori di rischio

  • Ridotto picco di massa ossea;
  • sesso femminile;
  • storia familiare di osteoporosi;
  • magrezza;
  • età avanzata;
  • menopausa precoce o indotta chirurgicamente;
  • periodi di amenorrea;
  • anoressia nervosa;
  • scarsa assunzione di calcio con la dieta;
  • uso di alcuni farmaci, quali i cortisonici e gli anticonvulsivanti;
  • bassi livelli di testosterone nei maschi;
  • stile di vita sedentario;
  • fumo di sigaretta, abuso di alcol.

 

 

Per informazioni contattaci al:

05211560622

 

 

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